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Barzellette Poesie
  • Ogni mattina a Napoli un impiegato si sceta. Sa che dovrà arrivare prima del masto, o lui si incazzerà. Ogni mattina a Napoli un masto si sceta. Sa... ...
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  • Tra le stelle guardando Una scorsi La stavo ammirando E verso di lei corsi. Bella vera era Tanto da non veder altro Ma l'ombra nera Mi fece un colpo scaltro. Guardarla difficile era, Parlarle... ...
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  • Lo so che mi ami, mi ami anche troppo e per il tuo bene ti chiedo, purtroppo, per stare tranquillo, per stare sereno non è che puoi amarmi un pochino di meno? Lo so che mi ami e non mi lamento se lotto col freddo, la pioggia ed il vento ti aspetto per strada, ritardi tre ore e dopo ti arrabbi se ho il raffreddore. Andiamo in montagna, alla fine del mese mi accorgo guidando per strade scoscese che vuoi che ritorni da te in un baleno, per questo hai strappato il pedale del freno. Lanciare coltelli, tua grande passione 'Tranquilla!' mi dici, 'io sono un campione!'. Intanto sorrido, incollata ad un muro ma tu non hai mira, mi prendi sicuro. Per questa passione tu rischi il tracollo le mani mi metti bramoso sul collo, lo stringi, mi guardi col volto paonazzo sorrido estasiata e al suolo stramazzo. Lo so che mi ami d'amore profondo se buchi il... ...
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  • Ei fu. Siccome immobile dato il mortal sospiro stette la mia automobile spider da capogiro. Così percossa e attonita la chiave un giro fa... Muta! Pensando all'ultimo conto dell'uom fatale né so quando una simile cifra su una cambiale l'esiguo patrimonio a prosciugar verrà. Ei si nomò meccanico di cacciavite armato. Sommesso a lui mi... ...
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  • Vedo un camoscio e gli stambecchi saltare, un'aquila vola in alto e le marmotte zampettano circospette; amore,... ...
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  • E' notte Un gufo mi guarda la luna mi sorride le stelle mi parlano e le nuvole creano... ...
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  • ROSA DEI VENTI ovvero Fior di Scorregge Arie celebri attraverso i secoli (Riduzione e adattamento in versi dal «De petis illustribus» e dal «De peto italico») Sin da quando il mondo aveva ancor vivi Adamo ed Eva, era in voga in tutti quanti un riparo li davanti. Ma nessun pensò, che strano, di coprirsi il deretano. E così dall'orifizio, per bisogno oppur per sfizio, calda arietta prima oppressa variamente fu trasmessa con sussurro un po' confuso o con colpo d'archibuso. In antico i vari suoni non urtavano i calzoni: né gli strappi repentini, capricciosi o pizzichini né le loffe più discrete conturbavano la quiete. La melodica emissione per anal stimolazione e anche il peto tracotante dal fragore dilaniante ebbe grande rinomanza e innegabile fragranza. Tanto grato fu l'odore di quel vento propulsore che l'usanza fu apprezzata e dai posteri adottata con piacere sovrumano sia del retto che dell'ano. Fin da quando sodomiti, d'ogni musica periti, per eccesso di misura s'otturavan l'apertura, la scorreggia di gran gloria s'e coperta nella storia. Con sconquasso intestinale e tremore universale, dall'Olimpo i sacri Numi deviavan tanti fiumi e asciugavano i pantani col soffion dei deretani. Un bel peto giornaliero intonava il vate Omero. Scorreggiava il re di Troia finche un dì tirò le cuoia e pungenti come spille le faceva il prode Achille. Di scorregge astute Ulisse tutti quanti in guerra afflisse. Si sa pur che dal cavallo fuorusciva vento giallo e Penelope da sola ingialliva le lenzuola. Agamennone all'attacco le faceva a squarciasacco. Sibilanti e a vasto raggio eran quelle d'ogni ostaggio. E Cassandra profetessa scorreggiava come ossessa. Ci ha Platone riferito che di Socrate erudito, poi che bevve la spremuta d'amarissima cicuta, trafiggente come scheggia parve l'ultima scorreggia. I coltissimi Ateniesi, se da coliche eran presi, dilatavan lo sfintere emettendo dal sedere filosofiche ventate molto acute e ponderate. Gli Spartani, da Licurgo impararono lo spurgo dei piu fetidi elementi che producono fermenti: e di drastiche zaffate saturavan le adunate. Ma fondata che fu Roma, ogni greco cadde in coma poiché in lega con gli Etruschi, i Romani, a peti bruschi e col gas delle fanfare, cominciarono a imperare. Tutti i popoli, asfissiati, furon presto soggiogati e il Senato, tra gli allori, diede l'ordine ai Pretori di dettare ovunque legge coll'ausilio di scorregge. Venne poi innalzato un tempio a chi diede il primo esempio: proprio Romolo in persona s'era messa la corona sopprimendo il fratellino con il gas dell'intestino. Ogni nobile patrizio scorreggiava con giudizio: il fragor di Coriolano si sentiva da lontano e con schiaffo sulla trippa scorreggiava pure Agrippa. Si suol dir che Cincinnato scorreggiasse in mezzo al prato, e che Manlio in Campidoglio le lisciasse come l'olio accorrendo alle non poche spernacchiate delle oche. Muzio Scevola a Porsenna fece un peto come strenna mentre peti da bisonte fece Coclite sul ponte e arditissimi petini fece Clelia tra i Chiusini. Rivolgendosi agli Dei scorreggiavano i plebei. Ma alle feste d`lmeneo il triumviro Pompeo e più ancora il gran Lucullo scorreggiavan per trastullo. Ciceron, per ore intere, chiacchierava col sedere ma sul far della mattina scorreggiava Catilina dedicando all'Arpinate insolenti serenate. Scorreggiava come un tuono fin Cleopatra dal suo trono mentre Cesare, suo drudo, le faceva sempre nudo ed Antonio, grande e grosso, scorreggiava a piu non posso. Pure Augusto Imperatore scorreggiava a tutte l'ore con la corte sua perfetta scorreggiante in etichetta, mentre solo in casi gravi scorreggiavano gli schiavi. Si racconta che Tiberio scorreggiasse serio serio, che Caligola il tiranno scorreggiasse tutto l'anno, che Traiano in quel di Dacia scorreggiasse con audacia. Scorreggiava l'Urbe intera dal mattino fino a sera. Scorreggiava in grande stile anche il sesso femminile e Cornelia ai suoi gioielli ne faceva dei fardelli. Scorreggiava senza posa Messalina silenziosa, imitata da Agrippina che facevale in sordina. E coi peti le Vestali ci spegnevano i fanali. Le barbariche calate, da scorregge accompagnate, provocaron nei Romani, prorompenti un di dagli ani, tale e tanta ristrettezza che il fragor si mutò in brezza. Di scorregge, Goti e Franchi non sembravano mai stanchi. Pur sconfitti, i Longobardi scorreggiavano testardi mentre gli Arabi ad oltranza si sfiatavano la panza. A Ravenna i Bizantini, grandi esperti levantini di scorregge e di cavilli, inventarono i fusilli; scorreggiando invece a Reggio inventarono il solfeggio. Venne tosto l'Evo Medio e, per rompere un po' di tedio, scorreggiavano i Signori in risposta ai valvassori e sganciava Bonifazio ricchi peti senza strazio. Scorreggiavano a Firenze per poetiche esigenze: scorreggiava assai felice la dolcissima Beatrice ed il sommo padre Dante le annusava tutte quante. Come l'acqua, chiare e fresche eran quelle petrarchesche, meritevoli d'alloro e dei lunghi capei d'oro d'una Laura sorridente che petava nel torrente. Le scorregge del Boccaccio ti lasciavano di ghiaccio: tra le suore dei conventi scorreggiava ai quattro venti e ogni monaca lasciva rispondeva assai giuliva. Belle grasse come il lardo le facea Matteo Boiardo. Armeggiando ma composto le facea soltanto Ariosto, sempre in mezzo ai cavalieri, ben più arditi trombettieri. Scorreggiava Machiavelli sradicando gli alberelli: ma, finito lo spuntino presso il Prence Valentino, fece solo poche scorie che divennero le Istorie. Lo splendore d'ogni corte diede al peto... ...
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